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E’ una storia millenaria quella che sta alle spalle della maestria e dell’abilità dei maestri argentieri. I vasi più antichi, rinvenuti in tombe sumeriche, risalgono addirittura a tremila anni prima di Cristo e altri ritrovamenti archeologici in America Latina, a Micene e negli scavi etruschi di Cerveteri e Palestrina, confermano l’utilizzo di oggetti in argento anche nella vita quotidiana. Furono comunque i Romani fra i primi appassionati collezionisti di argenti, tanto da monopolizzare la richiesta del vasellame prodotto in Grecia e nelle diverse colonie dell’Impero: oggetti per la mensa e per la persona, decorati con motivi naturalistici e mitologici. Ma è nel Quattrocento che, sotto la spinta della “rivoluzione umanistica” del Rinascimento, l’argento fa il suo trionfale ingresso nella vita di tutti i giorni: in tavola, con piatti, coppe, saliere e, finalmente, coltelli e forchette, di varie fogge e dimensioni; per l’igiene personale, con brocche e bacili; in casa, con soprammobili, centri tavola e candelieri d’aspetto sontuoso, arricchiti con pietre preziose, dorature e smalti.

Giovanni, nella sua bottega di argentiere, combinando abilità e creatività, trasforma il pezzo di argento in autentici gioielli che vengono eseguiti oggi con la stessa cura e gli stessi attrezzi di un tempo. Nascono così innumerevoli combinazioni di forme e stili che danno origine a collezioni formate da pezzi unici ed originali nella loro perfezione. I prodotti così realizzati, lavorati pazientemente a mano, sono inevitabilmente l'uno diverso dall'altro ed alcune imperfezioni sono da considerare, un pregio che rimarrà nel tempo e che sarà sempre più nel futuro, una testimonianza del patrimonio culturale dei tempi passati. E LA STORIA CONTINUA